Sarà contento lo spocchiosissimo Mourinho per i primi tre punti conquistati sulla panchina nerazzurra senza molte fatiche da parte dei suoi.
E’ infatti il Catania a fare tutto: goal di Plasmati al 42′ su assist di Tedesco, deviazione di Mascara nella propria rete su tiro non intenzionale di Quaresma, poi uno stacco di testa di Terlizzi al 49′ ed altro autogoal. La vittoria va all’Inter.
Eppure il Catania è stato intelligentemente disposto in campo da Mister Zenga (applauditissimo dal suo vecchio pubblico e premiato con una maglia speciale in occasione dei suoi trascorsi in nerazzurro).
Se la corazzata meneghina pensava di fare un sol boccone della compagine etnea, oggi è stato dimostrato come tutte le centinaia di milioni investiti non facciano poi così tanta differenza.
Eppure c’erano le premesse per una partita decente da parte dei campioni d’Italia che, però, si sono man mano spenti dopo avere illuso tutti di poter giocare un calcio stellare. Niente da fare. Per Mourinho c’è ancora molto da lavorare. E,ancor più, meno da blaterare.
L’espulsione di Muntari per fallo di reazione su Tedesco è stata sacrosanta, nonostante il rossazzurro abbia accentuato un po’ troppo la caduta. E’ il nono cartellino rosso per il ghanese in Italia che non ha ancora percepito il senso del detto “giochi di mani, giochi da villani”.
Ci si aspettava molto anche da Ibra, ma lo svedese (non inteso come fiammifero) non ha trovato le fiammate giuste ed ha mandato alle ortiche due nettissime occasioni da rete. Ma il merito va soprattutto a Bizzarri. Già, Bizzarri: eroe di questo sabato sera ma sfortunatissimo nel non poter parare il parabile (i due autogoal).
Ottimo esordio di Plasmati che col suo energico stacco di testa si autobattezza marcatore da trasferta debuttante.
E il giallo del secondo autogoal: la palla ha varcato la linea o no? Dai ripetutissimi esami alla moviola risulta che l’autogoal non era da convalidare ma poi, si sa, l’arbitro e i collaboratori hanno sempre ragione.
A noi basta che il Catania abbia disputato una gara all’altezza di una grande come l’Inter. Certo che se i risultati arrivassero col brutto gioco sarebbe più conveniente. O forse no?
E mentre il “santone” Mourinho sta già pensando a come riassettare la sua squadra, Walter Zenga può tranquillamente sorridere sapendo di avere tutti i numeri per poter disputare un campionato all’insegna della felicità.






