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El Malaka: “Me gusta Catania!”

Ottobre 23, 2008 · Lascia un Commento

El "Malaka" Martinez

El Malaka, Jorge Martinez

Interessante quanto simpatica intervista a Jorge Martinez riportata da ItaSportPress nell’articolo di Antonino Bulla.
L’attaccante uruguaiano, ormai idolo della Catania calcistica, si concede alla stampa della sua nazione svelando segreti e retroscena di un gruppo compatto e battagliero. Ce n’è per tutti. Da MaZenga a Tabarez, incrociando “via della nazionale” fino alla Scogliera di Catania.

Un Martinez mai sentito prima. 
Scritto da Antonino Bulla    
 
“In una lunga intervista concessa alla stampa uruguaiana, “Malaka” Martinez si confessa con tante novità inedite. Al quotidiano  “El Pais Digital” il Malaka Martinez rivela il desiderio di una convocazione in nazionale e felice di aver ritrovato la condizione fisica e il gol”.  

- Finalmente ha trovato una maglia da titolare e il gol con il Catania.

“Sì. Ho trovato il gol in un momento cruciale per me. Non sono stato bene fisicamente. Il tecnico fa ruotare tutti i componenti della rosa. Con il Palermo ho giocato per tutti i novanta minuti. Altre volte ho giocato solo per alcuni spezzoni come è avvenuto nella partita precedente con la Reggina”.

- Perché questa rotazione?

“Lui ama farlo. Disegna la squadra in base all’avversario e fin quando vince non si può dire nulla. Per me va bene così, perchè devi farti trovare sempre pronto, poi all’improvviso arriva il tuo turno. Ovviamente vorrei giocare sempre, ma devo accettare il turnover per il bene della squadra. Gioca solo chi sta bene fisicamente”.

- La mancanza di continuità l’ha fatta soffrire?

“Mi sono sentito preoccupato perchè il fisico rispondeva lentamente. Ho avuto qualche pressione da parte della stampa. Ogni volta che partecipavo alle interviste si chiedevano tutti dove era finito il Martinez dello scorso anno. Per me giocare è tutto. Mi è mancata la forza che mi impediva di dribblare. Poi mi sono sottoposto a un continuo lavoro con il fisioterapista, potenziando la muscolatura. Le amichevoli settimanali mi hanno aiutato a ritrovare anche la posizione in campo e il mio gioco. Con il gol al Palermo ho ritrovato anche entusiasmo. Molti dei miei compagni avevano scommesso che avrei segnato, mi hanno dato una grande mano”.

- Il gol al Palermo è stato molto importante?

“Sì, naturalmente. I tifosi aspettavano la vittoria nel derby. Sin dall’inizio mi sono sentito in partita. Prendevo la palla e riuscivo a cambiare fronte di gioco saltando anche gli avversari. Questo è quello che cerco quando gioco. Poi è arrivato anche il gol. Sono stato fortunato perchè il portiere ha sbagliato l’uscita dai pali e non è stato difficile mettere la palla in rete”.

- Al suo gol cosa è successo allo stadio?

“Il pubblico si è scatenato. Lo stadio era pieno e i nostri tifosi come in Uruguay vivono la partita con molta intensità. Il giorno prima della partita sono stato in giro per la città e tanti tifosi mi invitavano a fare due gol. Ne ho fatto uno e credo di averli soddisfatti”.

 - Dopo questo gol Zenga non lo lascerà fuori squadra.

“Non lo so, con il mister non si può mai sapere. E’ un ottimo allenatore ed è stato un grande giocatore con l’Inter. Ti da fiducia quando meno te lo aspetti. Io lavoro per guadagnarmi un posto da titolare, poi si vedrà”.

- Siete secondi in classifica, qual è l’obiettivo della vostra squadra?

“L’obiettivo del Catania è la salvezza. Questa posizione di classifica però fa si che i rivali ti guardino con occhi diversi. Se continuiamo con questa mentalità e raggiungiamo quanto prima i 40 punti per salvarci, avremo poi la possibilità di pensare ad un piazzamento in Europa. La squadra è stata rinforzata rispetto allo scorso anno, siamo un gruppo competitivo e sognare non costa nulla”.

- Si dice che ha imparato bene l’italiano.

“Sono ormai da tre anni a Catania. Continuo a imparare dai miei compagni. Ci sono tanti sudamericani in squadra e convivendo tutti i giorni insieme, riusciamo meglio a capirci. Questo ci fa divertire molto perchè ogni volta che ci chiamano per le interviste o in televisione, il giorno dopo ci prendiamo in giro per gli errori di lingua”.

- Ha visto i risultati della nazionale?

“Non sono molto informato. Mi sono trasferito da poco in una nuova abitazione e non ho ancora internet per potermi informare”.

- Sogna la maglia della nazionale?

“Sì, naturalmente. Spero che Tabarez un giorno pensi pure a me. Io rispetto molto le scelte del  tecnico e i giocatori che vengono convocati. Spero di mettermi in mostra nel campionato italiano e di convincerlo un giorno a far parte della nazionale”.

- Zenga in quale ruolo la fa giocare?

“Si può dire che ruoto nel reparto d’attacco. Fortunatamente l’allenatore mi da libertà di muovermi a destra e a sinistra. Di solito gioco a destra come mezza punta e quando voglio anche come rifinitore. Durante le partite Zenga ci dice di cambiare spesso posizione, mi trovo bene nei suoi schemi”.

-Al di là del calcio come vive a Catania?

“Bene! Mi trovo bene nella nuova abitazione. La zona in cui abito  si chiama “Scogliera”, si tratta di una zona di mare non distante dal centro della città. Purtroppo in questa zona i telefoni cellulari non hanno una buona copertura e anche per sentirmi con i miei famigliari devo spostarmi in strada. Al di là di questo sono molto felice di abitare in questa città e circondato da questa gente. Anche la mia famiglia si è ambientata bene. Mia figlia Lara parla l’italiano meglio di me”.

Categorie: Calcio Catania · Campionato 2008/09 · Serie A · interviste
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