Nella partita forse più difficile da interpretare al “Massimino”, i rossazzurri sembrano partire col piglio giusto nei primissimi minuti. Dopo appena tre minuti,infatti, Mascara lascia partire una punizione che accarezza il palo della porta cagliaritana.
Ma dopo il goal di Jeda, al quinto minuto, scende il gelo sullo stadio. L’ex rossazzurro non viene controllato abbastanza e il suo colpo di testa viene valutato fuori da Bizzarri che si vede trafiggere.
Il morale degli etnei scende quindi sotto terra e si gioca confusamente, senza punti di riferimento e con azioni scoordinate.
Qualche lampo di gioco in avanti arriva da Paolucci e Martinez dopo il quarto d’ora ma è il Cagliari a proporsi con Acquafresca per altre due volte.
Lo sbandamento del Catania dura fino al 37′ quando Mascara viene pescato da Paolucci con un passaggio filtrante e infilza Marchetti.
Niente recupero per l’arbitro Romeo e tutti sotto la doccia.
Nella ripresa i rossazzurri appaiono più decisi nonostante il bel gioco da tutti preteso latiti ancora.
E’ ancora Mascara, al 48′,a sfiorare il raddoppio. Poi Allegri tira i remi in barca e il gioco ristagna a centrocampo.
Altro guizzo di Tedesco al 71′che raccoglie l’assist di Martinez. Occasione facile facile: basta solo spingere. Ma Giacomino manda fuori.
Minuto 85: Rocco Sabato batte una punizione dal limite e trova un varco nella barriera sarda: è il 2-1.
Primo goal del difensore in serie A. Decisivo.
Dopo 5′ di recupero, Romeo si accorge di avere un fischietto e conclude la gara.
Fischi e malumori
Sullo 0-1 c’è agitazione sugli spalti: molti tifosi contestano il modo di giocare dei rossazzurri, altri incoraggiano i ragazzi.
Gennaro Sardo, colpevole di qualche svarione di troppo in difesa, viene fischiato ed esterna la sua stizza verso le tribune.
E’ quasi sintomatico prendersela con Zenga per averlo schierato ancora una volta.
Come se Gennaro fosse appestato. Quant’è facile giudicare quando le cose vanno male.
E poi esultare ed elogiare Sabato, anche lui fischiato in altre occasioni.
Questo è il Catania: non lotta per una piazza Uefa, non combatte per il titolo tricolore.
O lo si ama o si cambia fede.
Zenga non ci sta
«Quando si vince va sempre tutto bene. – ha detto il tecnico milanese a Sky Sport – Oggi abbiamo fatto una gara equilibrata. Nel secondo tempo abbiamo avuto noi la palla migliore per vincere. Poi siamo stati bravi a sfruttare il calcio di punizione nella parte finale».
Poi lo sfogo contro chi ha fischiato: «Abbiamo fatto diciotto punti in undici gare. Se Catania ha bisogno di un altro allenatore si accomodino pure. Se quello che ho fatto finora non è abbastanza, mi tiro indietro».
A molti è sembrato scandaloso che WalterOne abbia anche rifiutato di apparire in Rai.
Ma c’è anche da comprendere che quando uno stadio intero mette in dubbio il tuo operato e fischia i tuoi giocatori, non sta certo contribuendo a riportare serenità negli animi.
Non che il gesto di Zenga sia di buon esempio, per carità, ma abbiamo visto molto di peggio nel mondo del calcio parlato e chiacchierato.
Pulvirenti tira le orecchie a MaZenga
«Non c’è nessun caso, è stata comunque una reazione che Zenga poteva evitare. Può succedere che nel corso di una gara ci sia qualche fischio di troppo o successivamente arrivi qualche domanda inopportuna. Però bisogna accettare tutto nel calcio, dagli applausi a qualche fischio o critica. Ora è tutto risolto, ma anche quest’episodio serve a farci crescere, tutti quanti».
Il presidente del Calcio Catania parla poi dei tifosi: «Il pubblico c’è, è con noi. Non ci possiamo certo lamentare dell’atteggiamento dei nostri tifosi in questo campionato. Anche per questo motivo, le dichiarazioni di Zenga sono fuori luogo e inopportune. Credo che questo pubblico abbia dimostrato grande maturità. E non ha mai disprezzato Zenga, che ha sempre avuto grandi elogi».
A conti fatti…
Adesso la classifica vede il Catania a +11 dalla terzultima e a -6 dalla prima (in attesa di Lecce-Milan).
Tutte le dirette concorrenti per la salvezza si sono fermate e domenica prossima, in attesa del Torino, altri impegni difficili per le stesse squadre della zona calda.
Ma noi dobbiamo innanzitutto guardare in casa nostra e meritare questa salvezza tranquilla che, adesso, dista a soli 22 punti.
Ammesso che sia la quota-salvezza esatta (noi la stimiamo molto più bassa).






