Prove tecniche di trasmissione
Seconda giornata, seconda sconfitta. Il modulo anti-Parma schierato da Atzori ha suscitato qualche perplessità e qualche dissenso già dall’inizio del match.
Ci si chiede come mai un sempre più promettente Morimoto sia stato relegato in panchina nonostante le condizioni fisiche non certo felici dell’ attaccante giapponese.
Ci si chiede il perchè, al 57′, il tecnico rossazzurro preferisce far entrare Llama al posto di Biagianti. E perchè Plasmati a rilevare Ricchiuti.
Me lo chiedo soprattutto io, unendomi alle perplessità vostre (tifosi e sportivi) e storcendo un po’ il naso dopo aver creduto, all’arrivo di Atzori, che la squadra potesse mirare a ben altro che fosse diverso dal fondo della classifica.
No, non sto accusando l’allenatore di essere un pivellino ma nemmeno vorrei filosofeggiare esternando chissà quali pensieri riconducibili a un buon operato della società.
Nero su bianco, pur trovandoci soltanto all’inizio della stagione, il dato di fatto è che questo Catania appare piuttosto ingenuo e svogliato, abbastanza rassegnato quando c’è da stringere i denti e fare la guerra sul serio.
Ma voglio sperare, questo almeno mi sia concesso. E devo, dobbiamo sperare, per motivi molto evidenti: abbiamo alcuni giocatori che fremono nell’attesa del loro rientro, alcuni addirittura nel loro esordio.
Voglio sperare che torni l’armonia nello spogliatoio e che ogni forma di allarmismo venga messa a tacere.
E dirò di più: sono ottimista perchè a differenza degli scorsi anni, quando il Catania iniziava alla grande e si imbambolava nei gironi di ritorno, stavolta può accadere l’esatto contrario. Spesso è meglio essere dati per svantaggiati.
Siamo a zero punti come la Roma, il Chievo e l’Atalanta. Ad un solo punto c’è l’Udinese insieme a Livorno e Cagliari. A due punti Bari e Bologna.
Eppure non abbiamo in rosa giocatori del calibro di Totti o Mexes, di Pellissier, Guarente, Doni, Di Natale, Sanchez, Pepe e tutti quelli che volete aggiungere.
Vediamola quindi in questo modo. Attendiamo che finalmente qualcosa si muova concretamente prima di chiedere la testa di Atzori.
Mezz’ora e poi il nulla
La partita di ieri, se la si analizza obiettivamente, poteva sfociare in un altro risultato diverso dalla sconfitta.
Diciamolo francamente: il Parma non è un gruppo di cui spaventarsi e i nostri avevano iniziato a fare le prove già al secondo minuto con Mascara che impegnava Mirante alla deviazione in angolo.
L’uscita di Capuano a 3′ ha cambiato inaspettatamente l’assetto voluto da Atzori, ma nonostante tutto (ingresso in campo di Alvarez), i rossazzurri hanno continuato a fare gli spauracchi di una difesa non proprio granitica dei ducali.
E tutto questo anche dopo la rete facilissima di Galloppa (incolpevole Andujar) subito pareggiata dalla spettacolare testata in tuffo di Biagianti.
Dopo l’altro salvataggio di Mirante su tiro di Mascara al 32′, è cambiato il volto del match.
Gli etnei hanno come tirato i remi in barca in attesa della ripresa che è iniziata con il goal di Paloschi.
Da lì in poi il Catania ha sventolato bandiera bianca: niente più idee, niente proposte, in due parole il nulla.
E l’ingresso di Llama che ha praticamente sbagliato tutto quanto ci fosse da sbagliare. Fa male vedere certe cose e non potere intervenire: vorremmo essere tutti tecnici in quei momenti.
Fino ai 4′ di recupero sarà Andujar a raccogliere tutti gli elogi. L’unico vero lampo rossazzurro della ripresa arriva al 93′ con Mascara (ancora lui) che, su calcio di punizione, manda il pallone a conversare quasi con la traversa: un soffio e oggi parleremmo di un altro risultato.
Questo è il calcio: si parla di tutto e del contrario di tutto. E magari si pensa con la stessa formula.
Arriva Marchese, parte Sardo
Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Giovanni Marchese, difensore classe 1984, già rossazzurro nella stagione 2005/06, prelevato dalla società A.C. ChievoVerona a titolo temporaneo con diritto di riscatto del cartellino. Il Catania comunica inoltre di aver ceduto con la stessa formula il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Gennaro Sardo alla società A.C. ChievoVerona.





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