Catania-Sampdoria: missione compiuta!

CATANIA (3-5-2): Bizzarri; Potenza, Silvestre, Silvestri; Izco, Ledesma (13’ Baiocco), Biagianti, Mascara, Llama (68’ Carboni); Martinez, Morimoto (85’ Spinesi).
A disp.: 12 Kosicky, 26 Sciacca, 29 Maccarrone, 9 Paolucci. All. Zenga.

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro, Lucchini, Gastaldello; Padalino, Sammarco (75’ Dessena), Palombo, Franceschini (62’ Stankevicius), Pieri (77’ Ziegler); Pazzini, Cassano.
A disp.: 83 Mirante, 5 Accardi, 40 Delvecchio, 89 Marilungo. All. Mazzarri.

Marcatori: 39’ Mascara (rig.); 47’ Martinez.

Arbitro: Velotto di Grosseto

Assistenti: Angrisani–Segna; IV Tozzi

Ammoniti: Mascara, Baiocco.

Recupero: 3’ e 4’.

Angoli: 7-6 per il Catania.

Spettatori: 17.000 circa.

Al “Massimino” la Sampdoria era arrivata per inseguire un improbabile sogno Uefa. In molti hanno sostenuto che la squadra ligure avesse, invece, la testa alla partita di ritorno di Coppa Italia.
Non sono d’accordo. Altrimenti Cassano & co. avrebbero fatto meglio a godersi il week end a Portofino, magari con il barese che distribuiva parte delle sue seicento donne ai compagni.
Il fatto è che in una partita molto scialba per i blucerchiati, con un certo Lucchini in giornata di piena crisi e con Pazzini egregiamente bloccato da Potenza (maestoso), i rossazzuri sfoderano un cinismo da manuale chiudendo la pratica con due reti (rigore di Mascara nel primo tempo), opportunismo di Martinez su bomba di Morimoto (goal in società, dunque) nella ripresa.
Non è stato un match brillantissimo, se devo dirla tutta, ma per la prima volta si è visto un Catania (e per giunta decimato dalle assenze) che ha affondato fino al termine della gara anzichè difendere il risultato, col rischio di infilare il terzo pallone nel sette alle spalle di Castellazzi.
E così si arriva a quota 40. Così avevo profetizzato sull’ articolo “Festeggiare in casa alla prima occasione“, così è andata a finire.
Unica nota stonata: l’infortunio occorso a Pablo Ledesma in maniera assolutamente fortuita. Nel pomeriggio di oggi dovrebbero conoscersi gli esiti della gravità del trauma. In bocca al lupo, Pablo!

Walter Zenga lascia: sì o no?

Lo avevo scritto nell’articolo del 4 dicembre scorso riservandomi l’attenuante dell’ufficializzazione ma pare che il bravissimo WalterOne sia in procinto di trasferirsi a Genova, proprio sulla panchina della Sampdoria.
D’altronde lo ha dichiarato nel corso dell’intervista dopopartita:
“Se la Samp dovesse chiamarmi ci andrei anche a piedi perchè è li che ho giocato. Sarebbe come se mi dovesse chiamare l’ Inter”.
Viva la sincerità. E a Zenga bisogna solo augurare il meglio perchè ha compiuto un’impresa non facile qui a Catania.
Ma io non lo darei ancora partente al 100% e mi riconcedo l’attenuante citata prima.

Sei gare per divertirsi

Nel rush finale incontreremo tutte squadre difficili, compagini che sono motivate da obiettivi diversi e che certamente non concederanno regali (di cui non abbiamo bisogno).
A partire da domenica prossima a Lecce fino alla trasferta di Bologna.
Ci sarà occasione di vedere all’opera chi ha avuto meno spazio ( Spinesi fra tutti), le giovani promesse Primavera, qualche nuovo schema tattico ma soprattutto tanto bel gioco a viso aperto.
E, volendo essere cattivo e un po’ antisportivo, penso a qualche bel biscottone preparato per guastare la festa a qualcuno che credeva di guastarla a noi.

(R.M.)

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