Zebre ammutolite. Solo un pari a Catania “grazie” ad Andujar

Bergessio dopo l'1-0 alla Juve (ANSA)

C’era il pubblico delle grandi occasioni, ieri pomeriggio al “Massimino”, in uno stadio dipinto di rosso e d’azzurro.
Oltre 22000 persone a riempire la roccaforte del Catania, compresi i “forestieri” (termine leggerissimo per identificare gli identificabili infiltrati siciliani che tifano per i bianconeri), quelli che, per intenderci, amano “vincere facile” e quindi tifare per le squadre più blasonate.
Nel calcio è facile pronosticare in base alle individualità dell’una e dell’altra squadra, dei soldi spesi e dei tanti titoli acquisiti col passare degli anni. Non è stato così per la Juve.
Il miglior Catania mai visto finora, spavaldo e grintoso, ha imbrigliato i bianconeri assediandoli per almeno la prima mezz’ora, annullano il gap tecnico in campo.

Montella gioca d’azzardo

Elogiato da tutti i mass media, Vincenzino Montella è riuscito a bloccare la vera e unica fonte di gioco juventina, Andrea Pirlo, mettendogli alle calcagna un sempre più generoso Delvecchio. Risultato: scialba prestazione dei bianconeri (nella prima fase) e superiorità numerica dei rossazzurri, soprattutto in avanti dove diventava molto semplice avvicinarsi a Buffon.
Poi, al 22′, ecco il rivitalizzato Gomez che serve al centro: Bergessio si beve Chiellini e beffa il portiere. Forestieri sugli spalti muti.
A proposito del Papu, è da sottolineare come fosse diventato la vera spina nel fianco della Juve: da sinistra a destra senza problemi mandando in ambasce i laterali avversari.
Granitici anche i centrali Bellusci e Spolli, sempre più in crescendo. La nota stonata è certamente l’infortunio di Alvarez ma il giovane Marchese è riuscito, con gran successo, a non farne sentire la mancanza.
La partita vera, dichiarata dai veri intenditori di calcio come “la migliore della giornata” in fatto di spettacolo e occasioni, è iniziata nella ripresa quando il tecnico Conte ha compreso che Elia era più assenza che essenza e l’ha sostituio con Pepe.
Da quel momento la Juventus ha iniziato a creare gioco, trovando al 49′ Andujar impreparato su un tiro non molto irresistibile di Krasic. Per il portiere rossazzurro, inutile dirlo, c’è bisogno di un sano periodo di riflessione, magari in panchina.
Calo previsto dei rossazzurri che hanno però ripreso a mostrare lo spumeggiante gioco e la vera grinta e ripresentandosi in zona goal per almeno quattro volte: con lo stesso Bergessio, con Ledesma, con Delvecchio, con Suazo e, allo scadere, con Catellani che ha fallito il 2-1 solo perchè sfinito da quanto aveva dato in campo.
Alla fine un punto che deve accontentare di più i bianconeri ma che fa molto bene anche a noi, considerando che anche loro hanno fallito qualche occasione con l’invisibile Vidal e Marchisio.

Pepe: “Meritavamo di vincere”

Mi chiedo con quale coraggio un giocatore considerato di classe come Pepe, possa dichiarare alla “Domenica Sportiva” che la Juve meritava di più i tre punti.
La risposta è arrivata immediata, quasi telepatica, da Ivan Zazzaroni, che considero un ottimo analizzatore nonchè conoscitore del gioco: facendo notare come Montella avesse preparato alla perfezione la squadra e sottolineando le lacune dei bianconeri (non solo quelle individuali ma anche quelle organizzative), ha zittito in un battibaleno chi, essendo molto di parte, si ostina a non ammettere un evidente momento di empasse o, in questo caso, il forsennato ritmo dell’avversario.
Ma le parole lasciano il tempo che trovano mentre i risultati si vedono sul campo.
E rinnovando i nostri complimenti a Montella e tutto il gruppo, ci aspettiamo una nuova grande prova sul campo del Novara.

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