Sabato rossazzurro, domenica quasi in bianco

Sergio Almiron dopo il goal (LaPresse)

Un sabato rossazzurro: solo per pochi

Nove reti segnate negli anticipi del sabato (tre per ogni match), soltanto cinque segnate nella domenica: è il bilancio dell’abulica settima giornata di campionato.
Nove goal arrivati da Catania, Milano (Milan-Palermo 3-0) e Napoli (Napoli-Parma 1-2).
Le danze sono state aperte proprio da Catania-Inter, coi nerazzurri caduti al “Massimino” sotto i colpi della squadra etnea sempre più in crescendo che ha saputo ribaltare il risultato dopo lo 0-1 di Cambiasso. E non certo per i demeriti dei nerazzurri, come la stampa sportiva nazionale e i media continuano a chiosare.
E’ stato un Catania “semplicemente” ben organizzato, ben più desideroso di vittoria e con un Montella che riesce a colmare ogni vuoto lasciato da infortuni e squalifiche. Semplicemente un grande, giovane tecnico.
Certo è dura ammettere di essere stati surclassati in tutto e per tutto da un avversario economicamente meno “sistemato”, è dura dare i meriti a giocatori il cui costo di mercato complessivo potrebbe equivalere a quello di solo uno  o due nerazzurri.
Ed è invece ridicolo aggrapparsi in maniera maniacale alle sviste, o in questo caso “abusi”, arbitrali. Questo è quanto pensa il popolo di fede nerazzurra, che in cuor suo è consapevole del fatto che un episodio isolato (quando questi è palese) non può assolutamente spezzare le gambe a chi decanta le gesta quasi epiche dei propri beniamini.
Alla fine la soddisfazione è solo nostra e nessuno può togliercela. In nessun modo.

Euro-Almiron, Ciccio 10 e Lodi

E’ stato un Catania roccioso, quello che ha saputo cambiare le sorti le match contro l’Inter. Uno stratosferico Almiron che, oltre all’eurogoal del pareggio, è riuscito da solo ad ubriacare avversari di indiscusso livello tecnico.
Un grande ritorno di Mariano Izco che gioca una ripresa da vero tartassatore della difesa interista senza dare respiro alla fascia di competenza. Un maestoso Legrottaglie che, insieme a Spolli, dirige al meglio le operazioni di interdizione.
E poi c’è lui: Francesco Lodi, un nome che ormai molti tecnici stanno annotando sui loro taccuini d’appunti per studiarne le potenzialità e poterle in qualche modo renderle innocue.
C’è di tutto, c’è di più in questo Catania ricostruito e rilanciato da Montella. E manca ancora Suazo…

Prossima tappa: Firenze. Un campo finora rivelatosi proibitivo visti i precedenti, ma non impossibile.
Con la stessa tenacia, la stessa grinta, la stessa convinzione, si può far bene. Lo sa Montella, lo sanno i giocatori, lo sanno i tifosi rossazzurri.
I tifosi: altro punto forte dei rossazzurri. Gente che a costo di rischiare la polmonite sotto la pioggia incessante, è riuscita a sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo secondo.

Domenica quasi in bianco

Su sette partite giocate, ben cinque sono finite a reti bianche.
Le eccezioni: Novara-Bologna 0-2 e Lazio-Roma 2-1.
I risultati determinano una classifica che vede ancora in testa Juventus e Udinese seguite da Cagliari e Lazio a un solo punto di distacco.
Il Catania, con 9 punti, è distante tre lunghezze dalla coppia di testa e cinque dalle ultime (tra cui è impelagata proprio l’Inter).
E’ ancora presto per pronosticare traguardi ma col ritmo giusto, la quota punti fissata dalla società etnea è ad ampia portata.

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