Inter-Catania, Moratti: “La necessità di cambiare passo”

Le cifre sono impietose, se consideriamo il solo girone di ritorno, per l’Inter:
Lecce-Inter 1-0
Inter-Palermo 4-4
Roma-Inter 4-0
Inter-Novara 0-1
Inter-Bologna 0-3
Napoli-Inter 1-0

Ben cinque sconfitte e un solo pareggio, con 14 reti subite, solo 4 segnate (al Palermo).
L’ultima vittoria risale al 22 gennaio: Inter-Lazio 2-1.
In generale, nella classifica attuale, i nerazzurri hanno segnato 34 reti subendone altrettante (una in più del Catania che, a sua volta, ne ha segnate solo 2 in meno).

E aggiungendo la sconfitta con eliminazione in Coppa italia (Napoli-Inter 2-0) e la sconfitta agli ottavi di Champions League (O.Marsiglia-Inter 1-0), ecco che tutto diventa quasi paradossale.

Il patron dell’Inter, Massimo Moratti, ha parlato a lungo ieri sera nella riunione del consiglio di amministrazione della società.
Iniziando dal suo colloquio con il tecnico Ranieri:
«L’ ho trovato reattivo, propositivo, convinto di poter superare questo momento. Mi ha spiegato quello che sta succedendo e ho trovato le sue ragioni convincenti. Certo che andiamo avanti con lui. È una persona perbene; ha tutta la fiducia che serve in questo momento ed è importantissimo fare bene. Lo sa anche Ranieri e tutto questo non è legato a una partita, ma in un momento così ogni partita pesa maledettamente, se va male».

Poi una spiegazione su quanto sta accadendo alla squadra:
«Non esiste una sola ragione per spiegare il momento. Non vedo colpe individuali e non do responsabilità specifiche ai singoli giocatori. Sneijder non rende come in passato? In campo entra seriamente, come tutti gli altri, ma le cose non sempre vanno bene. Né a lui, né agli altri. Parlando con i giocatori non li ho trovati né spaventati, né arrabbiati. Semmai meravigliati di tutto quanto sta succedendo. La squadra, nel complesso, è volonterosa, ma è in una fase di involuzione che la frena. Forse, dopo la rimonta di dicembre e gennaio e due partite perse, nel gruppo si è fatta strada la sensazione che in campionato non ci fosse più niente da fare e, per una squadra che da sette anni era sempre in lotta per lo scudetto, questo può avere prodotto un contraccolpo psicologico e forse anche fisico, che ha dato origine a questa crisi. Hanno mollato».

L’immediato futuro, il match col Catania, le speranze:
«La speranza di tutti è che si torni a vincere subito; c’ è la necessità di fare anche qualche punto e di cambiare passo, perché è impensabile che si possa riaccendere la luce all’ improvviso nella partita di ritorno degli ottavi contro il Marsiglia (13 marzo a San Siro). In giro non vedo il mago di Oz, ma bisogna assolutamente ripartire».

(leggi l’intervista completa sul Corriere.it)

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