Serie A tra scudetto, Europa e salvezza: le follie di marzo

zampariniNel calcio, si dice, non si dà mai nulla per scontato, soprattutto quando i giochi sembrano fatti e quando gli obiettivi che ogni società stabilisce sembrano raggiunti o sfuggiti di mano.
Se per la Juventus c’è la quasi certezza di intascare un altro scudetto grazie all’incapacità delle dirette inseguitrici e alla benevolenza degli arbitri, non è così, invece, per chi sul campo sa dimostrare di valere davvero. In tutti i sensi.
Ci riferiamo ai club di cosiddetta “media classifica” dove trova spazio anche il Catania. Non amiamo il vittimismo ma quando è lapalissiano il favoritismo, ecco che viene da dubitare se in effetti il calcio sia o no uno sport.
Certo è che un bel “mea culpa” dobbiamo recitarlo per i due match consecutivi che ci hanno visto perdere punti preziosissimi a tempo quasi scaduto. C’è anche da ricordare che in questi due incontri abbiamo giocato in formazione rimaneggiata, laddove era richiesta la presenza di baluardi come Barrientos, Legrottaglie e Bergessio.
Ma non si può essere talmente ciechi da non vedere il giochino delle tre carte, magistralmente interpretato da gente come Bergonzi e Giannoccaro, che spezza le gambe a quello che a detta di tutti è il gruppo-modello di questa stagione: il Catania, appunto.
Chiudiamo la parentesi Juve, tanto sono parole sprecate, in attesa che la Lega si decida a inviare direttori di gara esteri per un campionato almeno un po’ più corretto e fluido.

Il Napoli, che doveva essere la prima antagonista dei bianconeri, continua a perdere colpi facendosi battere dal Chievo, con Cavani capace di sbagliare un rigore. La squadra veronese crea, in questo modo, un vuoto incolmabile per le quattro in lotta per la salvezza.
La suppostina è pronta anche per l’Inter che si fa superare in casa dal Bologna, così come la Lazio che all’Olimpico deve mollare i tre punti alla Fiorentina.
Vincendo contro il Genoa, il Milan di Allegri vede dunque la ghiotta chance per scavalcare il Napoli al secondo posto, mentre la Roma impatta a Udine ma dimostra che sotto la guida di Andreazzoli la musica è ben diversa.

In zona salvezza, ecco il tanto atteso spareggio Palermo-Siena: i rosanero vanno in vantaggio col peggiore in campo, Anselmo, ma vengono puntualmente castigati dai toscani che portano via l’intera posta lasciando i nostri “cuginastri” nel baratro, anzi “B”aratro.
Capita, puntualmente, che Zamparini decida di cambiare nuovamente allenatore esonerando Gasperini e richiamando Sannino: una comica degna del miglior Buster Keaton.

Cagliari e Parma, battendo rispettivamente Sampdoria e Torino, balzano in avanti verso la matematica salvezza e, cosa più importante, uscendo dalle rispettive crisi calcistiche e/o societarie.

Ma ci sono ancora dieci lunghe giornate da giocare, dieci partite che decideranno la voglia e la dignità di giocarsela fino in fondo. E questo vale per tutte le venti squadre.

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