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Le valutazioni di Catania-Roma

Buona visione...

Buona visione...

Anche questa settimana tornano le scanzonate valutazioni dei giocatori del match Catania-Roma in chiave “cinefila” (anche se la Roma meriterebbe la versione cinofila).
In considerazione del fatto che per i rossazzurri non c’è bisogno di perder tempo poichè tutta l’Italia sportiva ( e anche qualcuno da fuori) ha riconosciuto la supremazia dei nostri, ci limitiamo a valutare la squadra nel suo insieme.

CALCIO CATANIA 1946– Gara giocata finalmente con grande determinazione, quasi vicina alla perfezione, con la giusta grinta sufficiente per vincere ma non abbastanza per assestare il colpo di grazia. Calpesta una Roma piccola piccola, così come accadde lo scorso campionato, facendo rosicare la parte giallorossa della capitale che non digerisce un tale castigo. Con le migliori intenzioni.

JULIO SERGIO– forse l’unico in grado di meritare un elogio per le tante occasioni sventate. Riesce a contenere la valanga etnea ma affonda sul colpo di Morimoto. Babe – Maialino coraggioso.

CASSETTI– Uscito dopo appena 30 minuti: non si sa se gli abbia fatto più male il tendine di Achille o la marmitta di Takayuki. In ogni caso rimane un brocco da macello. Sayonara.

MOTTA–  Chi??? Avrebbe dovuto sostituire Cassetti ma probabilmente ha mandato in campo il suo ectoplasma. Ghost.

BURDISSO– Entra in campo dopo aver pranzato alla trattoria di “Er Carciofo” (spietato concorrente della più nota “Parolaccia”). Fa di tutto per emulare Malcolm Mc Dowell in “Arancia Meccanica” ma dimentica il coltello a casa. Scemo e + scemo.

MEXES– Dovrebbe far parte del “MURO” difensivo giallorosso ma fortunatamente la stipsi (o la diarrea) lo costringe ad abbandonare il campo e a risparmiarci le abituali prepotenze nei confronti degli avversari. Ci mancheranno molto le sue traccine da travestito . Un uomo da marciapiede.

JUAN– Subentrato a Mexes, dimentica la parrucca a casa ma ricorda come si passeggia “per prati”. Una donna in carriera.

RIISE– Tenta qualche affondo ma viene puntualmente affondato dal folletto di Caltagirone, Mascara. Titanic.

BRIGHI– Piuttosto che giocare (verbo a lui sconosciuto) preferisce completare un Sudoku. Quando si accorge che è in lingua italiana, viene cazziato da Ranieri. L’uomo dei sogni.

CERCI– Diamo una chance a questo ragazzo dicendo che potrà considerarsi, in futuro, un calciatore. Le intenzioni c’erano, la concretezza un po’ meno. D’altrone non credeva nemmeno di giocare ma il tecnico lo fatto uscire dall’ uovo di Pasqua per tentare l’impossibile. All’improvviso uno sconosciuto.

DE ROSSI–  Spendiamo qualche parola di conforto per questo grande campione che gioca a corrente alternata. E’ normale che quando ti porti dentro il trauma del suocero assassinato per regolamento di conti, l’infanzia vissuta infelicemente e i compagni che non ti capiscono, le tue prestazioni hanno un calo pauroso. Fortunatamente per lui, c’è l’amico pluripregiudicato Marione, lo speaker che ne narra le gesta e i torti subiti. Soprattutto in quel di Catania. Gioventù bruciata.

PIZARRO– Doveva andare con la mamma all’Ikea ma Ranieri lo ha convocato e lui, incazzato, ha deciso di portarsi in campo il Game Boy Nintendo. A spasso con Daisy.

PERROTTA– Ci hanno appena avvisati che Perrotta ieri ha giocato. Strano, credevamo fosse andato a svitare coperchietti di bici sulla Appia Antica. Ladri di biciclette.

TOTTI– Niente torta per Capitan Findus che si scioglie sotto il solo del Massimino. Troppo pensieroso per le pecore rubategli a Valmontone? Il ragazzo di campagna.

VUCINIC– Ha fatto timbrare il cartellino da qualche collega ed è andato a gustare una granita con brioche al Lungomare della Scogliera. Se lo sapesse Brunetta…! Perdiamoci di vista.

RANIERI– Meriterebbe un monumento soltanto per essersi caricato questo sacco di monnezza sulle spalle. Cosa si può fare quando hai a disposizione una ventina di cani? Sono un fenomeno paranormale.

SACCANI e PETRELLA– Splendida coppia per un film comico. Li vedremo mai in un cine-panettone di Vanzina? Dick e Jane – Operazione furto.

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A Catania è più S. Agata che calcio

Walter Zenga prepara la sfida di domenica contro la Juventus. Il tecnico milanese ha l’intero gruppo disponibile. Solo Ledesma ha lavorato a parte ma la sua presenza è garantita per la sfida contro i bianconeri (reduci da una faticosa vittoria in Coppa Italia contro il Napoli, vinta ai rigori).
A Massannunziata si è allenato anche Vito Falconieri, l’attaccante rientrato dal prestito alla Reggiana che vestirà la maglia numero 14.
Per quanto riguarda il difensore Alessandro Potenza, ex Genoa, avrà la maglia col numero 2.
Per la sfida con la Juventus è ormai impossibile trovare un tagliando disponibile.

Pillole di interviste

Giacomo Tedesco freme nell’attesa di tornare in campo: -“La Juve è una grande squadra, molto organizzata. Il Catania deve fare una grande partita per riuscire a spuntarla. L’incontro sarà difficilissimo, ma sarà molto bello da giocare. Io farò di tutto per essere in campo da titolare.”- poi parla del bisogno di far punti, di chi deve farne a tutti i costi- “Noi di sicuro, la Juve non rischia nulla se perde a Catania. Noi invece non ci possiamo permettere passi falsi per non essere risucchiati nelle zone basse della classifica”.

Elkann: “Ranieri non si tocca!”

Il vicepresidente della Fiat, John Elkann, è stato brevissimo e perentorio nel rilasciare una dichiarazione all’ Ansa: -“Il ruolo del tecnico della Juventus, Claudio Ranieri, non è assolutamente in discussione.”
E Ranieri risponde: -“Vedo che ogni tanto lo chiamate in causa ma le sue parole le reputo un buon segno e mi fanno molto piacere”- e poi, tornando sul discorso campionato- “Lo scudetto lo può perdere solo qualcuno. Certo, i sei punti che abbiamo lasciato per strada nelle ultime due partite sono tanti”.

Lo Monaco: “Rimbocchiamoci le maniche”

L’ AD del Catania, Lo Monaco, rilascia le sue dichiarazioni a Radio Kiss Kiss: -“Non credo affatto che la Juventus possa definirsi in crisi. A Catania si registrerà nuovamente il pienone in occasione della sfida alla Juventus. D’altronde, tra squadra e tifoseria ci sono sempre affiatamento e unione e non è un fatto inusuale che il Massimino si riempia in ogni ordine di posti. Non credo affatto che la Juventus possa definirsi in crisi. Certo, la gara con noi sarà aperta ad ogni risultato, ma i bianconeri possono contare sull’apporto di tantissimi campioni che possono risolvere la partita da un momento all’altro con una pregevole giocata. Il gol annullato a Mascara a Bergamo? Non voglio far alcun elenco di errori arbitrali come fanno altri. Dico che sono arrabbiato con la squadra perchè con l’Atalanta non ha disputato una gara all’altezza delle sue potenzialità ed è questo ciò che duole maggiormente. C’è amarezza, ma anche tanta voglia di rimboccarsi le maniche”.

Catania in festa

Intanto, oggi, è la giornata-clou delle festività di S. Agata, patrona della città. Catania è praticamente stata presa d’assalto da turisti provenienti da ogni parte d’ Italia e d’ Europa. Strade affollatissime, manifestazioni sociali e canore, i classici e ineguagliabili fuochi d’ artificio, oltre alle più importanti funzioni religiose presenti nel  programma.
Oggi è il giorno in cui il fercolo con le reliquie della Santa Patrona, percorrerà via Etnea, salendo fino a Piazza Cavour ( orario stabilito: intorno alle 2,30) per poi dare spazio alla spettacolare salita di via Sangiuliano e quindi, da via Crociferi per rientrare nella Cattedrale nella tarda mattinata di domani.
Un evento a cui ogni catanese non può, non deve mancare. E ci si rilassa un po’ evitando di pensare troppo al calcio.

Calcio marcio

brandoOrmai è agli occhi di tutti: esiste una vera e propria “cupola” che decide le sorti del campionato di calcio di serie A.
Calciopoli era soltanto uno dei tentacoli che hanno voluto si scoprisse perchè toccava gli interessi di altri cosiddetti “potenti”. Nessuna giustizia ha fatto sì che tutto si concretizzasse nella forma più giusta e più desiderata dal popolo sportivo.
Assoluzioni a raffica e pene alquanto misere.
Soltanto la punta di un iceberg contro cui nessuno vuole andare a cozzare. Per i propri e per gli altrui interessi.
Si decide già dall’inizio del campionato quali saranno le (almeno) tre squadre ad occupare le prime posizioni. E se qualche outsider inizia a rompere le uova nel paniere ecco che entra in azione la suddetta cupola.
Non è difficile capire che se squadre come il nostro Catania (e ce ne sono molte) iniziano a mostrare gli attributi, ecco che scatta puntualissima una riunione tra Lega Calcio, Federazione Italiana Arbitri,autorità politiche e quant’altro possiamo immaginare.
Provo a pensare ad un certo Matarrese che bussa al portone di un vecchio maniero ove ha luogo un’assemblea diabolica. Un arbitro incappucciato in stile Klu-Klux-Klan gli apre dopo aver ricevuto la parola d’ordine e lo trascina daavanti al caposetta Collina.
Tutti incappucciati a discutere le prossime strategie per salvare dalla merda la Roma, il Milan, l’Inter, la Juventus qualora ce ne fosse bisogno.
E Matarrese che ordina a Collina di mandare la feccia del suo gruppo ad ogni partita del Catania, del Napoli, del Palermo (tanto per fare qualche nome assolutamente di fantasia).
Così arrivano i Celi, i Farina, gli Ayroldi, i Banti, i Rosetti. Si trasformano in vampiri e , di riflesso, in veri relitti umani incapaci di prendere decisioni solo perchè manovrati dai pupari suddetti.
Poi, fuori dal campo, si decidono anche le sanzioni:
si diffida il campo del Catania perchè qualcuno ha sputato a terra o ha scartato il chewing gum sugli spalti.
Si diffidano Terlizzi e Lo Monaco perchè “incitano alla violenza con le loro dichiarazioni”. Non si deferisce mai un burino come Totti che sputa peggio di un malato terminale di bronchiomielite e che manda a fanculo arbitri e assistenti.
Non si arrestano gli ultras che accoltellano “lievemente” anche fuori dall’Italia, nè quelli che incendiano auto e lanciano molotov davanti alle caserme dei carabinieri.
Così è deciso ogni anno chi deve pagare, chi deve essere pagato, chi boicottato.
Ma noi, con la disinvoltura che ci contraddistingue, lotteremo contro tutto e tutti per dimostrare che coi coglioni si arriva dappertutto.
Ed anche contro i coglioni.
Chissà se a Matarrese e Collina, ai leccaculo delle reti televisive, agli organi di stampa in-competenti staranno fischiando le orecchie.
Riparleremo di calcio giocato quando faranno rinascere il calcio.
Per adesso c’è solo un nauseabondo odore di marcio e finchè il business (come dicono a Bruccolini) impone che se compri un giocatore per 40 milioni devi per forza essere aiutato… aspetta e spera!

Baciamo le mani.

Roberto Marino

Ammazziamo Pulcinella! Il Sud si ribella alla ghettizzazione

Spesso si punta il dito contro una tifoseria e accade che le voci rimbombano in maniera talmente forte da far credere all’opinione pubblica che tutto sia vero e sistematico.
Ne sa qualcosa il Catania dopo gli scontri del 2 febbraio 2007,  quando per colpa di un gruppetto di bulli esaltati ha dovuto giocare tutto il resto del campionato senza i suoi tifosi e lontano dal “Massimino”, raggiungendo la salvezza solo all’ultima giornata. Ne sa qualcosa anche il Napoli dopo la “combine” del treno devastato nei pressi di Roma. Nient’altro che una combine, una trappola dove far scivolare la squadra-emblema dell’intero Sud.
Se qualcuno crede che si tratti di vittimismo commette un errore alquanto grossolano e di qualunquismo gratuito.
La realtà dei fatti è ben diversa e ce la racconta in questo eccezionale video intitolato “AMMAZZIAMO PULCINELLA!” (tra i più visionati di YouTube) AngeloXG1.
Riportiamo testualmente la descrizione dello stesso video sperando che faccia riflettere perfino i più scettici.
“I MEDIA RIEMPIONO I PALINSESTI DI NAPOLI E TACCIONO QUANDO SI TRATTA DEL RESTO DELLA PENISOLA.
Ormai è chiaro che la questione sportiva mascheri quella sociale. La realtà é una sola: é in atto un’emarginazione e una ghettizzazione del popolo napoletano a tutti i livelli. Domenica 16 Novembre si sono verificati tafferugli gravi dentro e fuori lo stadio Olimpico di Roma. Ben trenta poliziotti feriti e contusi, dieci arresti: questo il bollettino di guerra. Tutto questo in nome di una vendetta contro le forze dell’ordine a seguito dell’omicidio Sandri, ma gli scontri si sono verificati anche tra le opposte tifoserie.
Inutile citare i gravi scontri relativi al derby di Torino e quelli dello scorso anno al Foro Italico a seguito proprio dell’omicidio di Gabriele Sandri. Nelle cronache recenti si può attingere a piene mani per trovare casi gravi. Ma é ormai assodato che gli unici fatti ad essere degni di censura sono quelli (inesistenti) del (fantomatico) treno devastato che portò i napoletani a Roma il 31 Agosto. In tutta Italia si ascoltano i soliti cori beceri anti-napoletani. Milano, Bergamo, Verona, Brescia, Roma ma anche latitudini più basse; dappertutto Napoli è ormai bollata e la sensazione che tutto questo sia autorizzato e impunibile perchè impunito. I giornalisti napoletani trovano in trasferta condizioni estreme non fortuite e non possono lavorare in serenità.
Ma il malessere, come detto, non è solo sportivo. Se oggi un napoletano mette la testa fuori dalla sua città, che sia a Nord piuttosto che a Sud, porta dentro di se una sensazione di soffocamento del proprio modo di essere, della propria napoletanità più autentica che non è vista come un valore ma come una colpa a prescindere.
L’informazione é spesso deviata quando non semplicemente amplificata solo perché il nome Napoli fa “rumore”. I telegiornali riempiono i palinsesti dei mali di Napoli come fosse una moda, una tendenza. Ci sono città bellissime al Sud dimenticate colpevolmente. Catania ad esempio, città stupenda, vive un momento nerissimo ma nessun giornalista sembra infischiarsene. Il Sud può essere abbandonato perché tanto c’è Napoli con i suoi guai che prosciuga tutte le attenzioni.
Le responsabilità di tutto questo sono da attribuire alla politica nazionale sempre pronta a cavalcare il “mostro-Napoli” per nascondere i reali problemi del paese; ai politici locali che non hanno gli attributi per rappresentarci e per difendere il nostro buon nome e la nostra cultura unica; ai napoletani stessi che in grandissima parte rovinano l’immagine stessa della città.
Francamente quest’aria sta diventando pesante, irrespirabile. I napoletani sembrano essere colpevolmente assuefatti ma se non si pone rimedio subito presto non potranno più mettere il naso fuori perché finirebbero col soffocare lentamente.
Basta!”

AngeloXG1

Stand Up Take Action,Live Concert a Catania

La Provincia Regionale di Catania con il concorso dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Comune di Catania e l’Università degli Studi di Catania
presentano

Baciamolemani/Le Verdi Lune
Concerto Live

 

 

18 Ottobre 2008
ore 18.00
Piazza Duomo, Catania

Contro la povertà io non sto seduto.

Troppo comodo per i governi non ricordare la promessa di aumentare e migliorare l’efficacia degli aiuti contro la povertà.
Non puoi stare seduto. Alzati e aderisci.

a Stand Up Take Action. Registrati su www.campagnadelmillennio.it

Promosso da:

Caritas Diocesana di Catania

No Excuse 2015

Unicef

Wwf

Obiettivo Qualità

Acli

Cope

Arci

Cgil

Cisl

Panvision

Associazione Culturale La Contea

Appello all’Azione Contro la Povertà

www.myspace.com/standupdaycatania