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L’Otto e il Cinquantasei: Catania record!

8postoSi chiude a Torino l’esaltante stagione dei rossazzurri che riescono a centrare ben due record: ottavo posto, che significa accesso diretto agli ottavi di Coppa Italia, e 56 punti, che sbriciolano i 48 di Montella.
Il match ha offerto puro divertimento per entrambe le squadre con un Catania apparso più cinico che mai sfruttando le due vere occasioni al meglio, mentre il Torino ha cambiato passo solo con l’inserimento di Brighi e Bianchi nella ripresa.
Già al 25′ del primo tempo arriva la combinazione Barrientos-Castro-Almiron per il vantaggio etneo.
Frison riesce a sventare parecchi pericoli ma deve arrendersi sul goal di Cerci in avvio di ripresa. Poi arriva il nuovo vantaggio firmato Bergessio, proprio quel Bergessio che da molti pseudotifosi è stato indicato come attaccante di poco spessore. E il “Toro” argentino fa tredici! Tredici marcature che sarebbero state quindici se due goal regolarissimi non fossero stati annullati.
Infine il pareggio granata, al minuto 83 con Bianchi, che comunque non fa male ai fini dell’obiettivo da raggiungere poichè l’Inter viene letteralmente macinata dall’Udinese.
E’ indubbiamente il Catania più forte di tutti i tempi, considerando che l’attuale campionato (a differenza degli anni ’60 quando i rossazzurri si piazzarono ottavi) comprende 20 squadre.
Non c’è molto su cui discutere, c’è solo da ringraziare la società, i giocatori, tutti i personaggi che lavorano attorno a questo progetto che man mano è diventato una splendida realtà.
E la storia continua…

Maran nel postpartita su Rai2:
“E’ un traguardo che abbiamo meritato credendoci, una stagione che ci ha dato soddisfazione e gioia e ci ha portati al di sopra di ogni aspettativa. Stiamo già lavorando per il nostro futuro ma partiamo dall’idea che per noi è importante mantenere la categoria cercando comunque di migliorare”.

Il tabellino del match (2-2)

Marcatori: 25′ Almiron, 53′ Cerci, 62′ Bergessio, 83′ Bianchi.

Torino (5-3-2): Coppola; Darmian, Di Cesare, Rodriguez, Ogbonna, Caceres; Basha, Vives (46′ Brighi), Bakic (69′ Gazzi); Cerci, Jonathas (51′ Bianchi).
A disposizione: Gillet, Gomis, Masiello, Glik, Menga, Meggiorini, Birsa, Diop. All.: Ventura.

Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Bellusci, Spolli, Capuano (59′ Augustyn); Biagianti, Almiron (51′ Sciacca); Gomez (89′ Petkovic), Castro, Barrientos; Bergessio.
A disp.: Andujar, Terracciano, Cabalceta, Salifu, Ricchiuti, Keko, Cani, Doukara. All: Maran

Ammoniti: Frison e Augustyn.

Arbitro: Peruzzo di Schio

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Risultati e classifica 37ª giornata. Palermo a strapiombo in B

Alla fine quei cartelli a cosa servivano?

Alla fine quei cartelli a cosa servivano?

Giochi ormai quasi fatti dopo i risultati della penultima giornata. Ieri si è determinata la lista delle tre squadre che lasceranno la Serie A: il Palermo si aggiunge a Siena e Pescara.
Rimane aperto il discorso Europa League per la Lazio che insegue l’Udinese mentre la Roma insegue la stessa Lazio. La Fiorentina avrebbe la possibilità di superare il Milan in terza posizione ma entrambe le squadre hanno due trasferte “facili”, rispettivamente contro Pescara e Siena.
L’ottavo posto viene preso di forza dal Catania che scavalca l’Inter e sarà dunque interessante, nell’ultimo turno, assistere ai due match: Torino-Catania e Inter-Udinese.
Salvezza raggiunta dal Genoa che proprio con l’Inter, in casa, impatta 0-0.
Tornando ai risultati della 37ª giornata, i due anticipi del sabato hanno visto il pari fra Juve e Cagliari (1-1) e la vittoria del Catania sul Pescara (1-0 senza affaticamenti).
I tre lunch-match che vedevano impegnati i club impelagati nella lotta salvezza si sono risolti grazie alla rete di Toni (ex idolo del Palermo) che ha affondato senza pietà i rosanero in serie B. Genoa-Inter, come detto, è finita in parità (0-0) così come Chievo-Torino (1-1)-
La Lazio è riuscita a superare la Sampdoria (2-0), il Napoli ha sofferto ma vinto col Siena (2-1), l’Udinese ha battuto l’Atalanta (2-1) e il Bologna ha espugnato Parma (0-2).
Nel posticipo, Milan e Roma hanno chiuso con uno scialbo 0-0.

Palermo in B dopo nove anni

Alla fine è andata come doveva andare, in considerazione del fatto che il patron Zamparini ha fatto di tutto e di più per stravolgere negativamente il giocattolo rosanero.
Alla fine è andata che quei “signori” che anni addietro avevano preparato la festa per un’ipotetica retrocessione del Catania, oggi si ritrovano a polemizzare sulla festa che i catanesi hanno goliardicamente dedicato a loro.
Alla fine vengono cancellate dal destino le poco corrette parentesi firmate Rinaudo, Tedesco, Miccoli e il loro pubblico (compreso qualche dirigente rosanero): è serie B, c’è poco da fare.
Non se la prendano i cultori del politically-correct poichè, a parti invertite, sarebbe accaduta la stessa cosa.
Questo è lo sport: gli sfottò sono il più ricco condimento per le pietanze goliardiche. Soprattutto tra tifoserie rivali.
Un ultimo pensiero al Trapani che festeggia la promozione in serie B e, finalmente, la prossima stagione si potrà giocare un derby siciliano nel campionato cadetto.

 

Risultati 37ª giornata

Juventus-Cagliari 1-1
Catania-Pescara 1-0
Chievo-Torino 1-1
Fiorentina-Palermo 1-0
Genoa-Inter 0-0
Lazio-Sampdoria 2-0
Napoli-Siena 2-1
Udinese-Atalanta 2-1
Parma-Bologna 0-2
Milan-Roma 0-0

38ª  e ultima giornata (19 maggio)

Atalanta-Chievo
Bologna-Genoa
Cagliari-Lazio
Inter-Udinese
Palermo-Parma
Pescara-Fiorentina
Roma-Napoli
Sampdoria-Juventus
Siena-Milan
Torino-Catania

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Catania record 55 col “Papu”. E la storia continua…

Catania 2012-2013: emozioni incancellabili

Catania 2012-2013: emozioni incancellabili

Emozioni a non finire ieri sera al “Massimino”, a partire dall’atmosfera prepartita, quando già fuori dallo stadio i tifosi si riunivano festeggiando, fino al momento in cui i giocatori rossazzurri hanno salutato il loro pubblico.
Emozioni fortissime per un Catania che entra di prepotenza nella storia grazie a un gruppo solido e continuo, grazie a una società che passo dopo passo e con tanta umiltà ha creduto in un progetto che ogni anno decolla verso obiettivi più sostanziosi. Grazie anche a un tecnico, Rolando Maran, che ha sempre preferito anteporre i fatti alle parole.
Non parleremo del match giocato in questo articolo, non c’è assolutamente bisogno di farlo.
Abbiamo visto tanti fiori sbocciare in rossazzurro, tanti andare via, altri rimanere, altri ancora in fase di “fioritura”.
Parliamo del presente: basti vedere Barrientos, capace di ubriacare un nugolo di difensori tutti insieme. O Gomez, ieri match winner, altro spauracchio dei reparti arretrati nemici. Basti parlare di Castro, in fase di evoluzione come tanti altri.
Tutti, proprio tutti ragazzi che in rossazzurro hanno dato grinta, cuore, costanza, sudore. A volte sono stati criticati per qualche ingenuità o distrazione, ma a chi non è mai capitato?
Questi ragazzi hanno davvero riscritto la storia del Calcio Catania, storia che sembrava essersi arenata negli anni ’60.
Ringraziamoli dunque a partire dai più piccoli (Salifu e Keko) ai più maturi (Lagrottaglie e Almiron) per averci, in questa stagione, fatto sentire ancora più fieri di essere catanesi, di essere rossazzurri, di essere “marca Liotru”.

L’immagine finale del “Massimino”, con gli stessi giocatori che portavano fino al centrocampo l’enorme bandierone celebrativo della stagione, rimarrà impresso nella nostra memoria per sempre e lo tramanderemo ai nostri nipoti. Nella storia, per sempre.
Assieme ai 55 punti arriva anche l’ottavo posto in classifica, ai danni dell’Inter. L’ultimo turno ci vede ospiti a Torino, sponda granata: si può ulteriormente migliorare il bottino acquisito ma, in ogni caso, bisogna sempre gridare: “Bravi, ragazzi!!!”.

Sabato rossazzurro, domenica quasi in bianco

Sergio Almiron dopo il goal (LaPresse)

Un sabato rossazzurro: solo per pochi

Nove reti segnate negli anticipi del sabato (tre per ogni match), soltanto cinque segnate nella domenica: è il bilancio dell’abulica settima giornata di campionato.
Nove goal arrivati da Catania, Milano (Milan-Palermo 3-0) e Napoli (Napoli-Parma 1-2).
Le danze sono state aperte proprio da Catania-Inter, coi nerazzurri caduti al “Massimino” sotto i colpi della squadra etnea sempre più in crescendo che ha saputo ribaltare il risultato dopo lo 0-1 di Cambiasso. E non certo per i demeriti dei nerazzurri, come la stampa sportiva nazionale e i media continuano a chiosare.
E’ stato un Catania “semplicemente” ben organizzato, ben più desideroso di vittoria e con un Montella che riesce a colmare ogni vuoto lasciato da infortuni e squalifiche. Semplicemente un grande, giovane tecnico.
Certo è dura ammettere di essere stati surclassati in tutto e per tutto da un avversario economicamente meno “sistemato”, è dura dare i meriti a giocatori il cui costo di mercato complessivo potrebbe equivalere a quello di solo uno  o due nerazzurri.
Ed è invece ridicolo aggrapparsi in maniera maniacale alle sviste, o in questo caso “abusi”, arbitrali. Questo è quanto pensa il popolo di fede nerazzurra, che in cuor suo è consapevole del fatto che un episodio isolato (quando questi è palese) non può assolutamente spezzare le gambe a chi decanta le gesta quasi epiche dei propri beniamini.
Alla fine la soddisfazione è solo nostra e nessuno può togliercela. In nessun modo.

Euro-Almiron, Ciccio 10 e Lodi

E’ stato un Catania roccioso, quello che ha saputo cambiare le sorti le match contro l’Inter. Uno stratosferico Almiron che, oltre all’eurogoal del pareggio, è riuscito da solo ad ubriacare avversari di indiscusso livello tecnico.
Un grande ritorno di Mariano Izco che gioca una ripresa da vero tartassatore della difesa interista senza dare respiro alla fascia di competenza. Un maestoso Legrottaglie che, insieme a Spolli, dirige al meglio le operazioni di interdizione.
E poi c’è lui: Francesco Lodi, un nome che ormai molti tecnici stanno annotando sui loro taccuini d’appunti per studiarne le potenzialità e poterle in qualche modo renderle innocue.
C’è di tutto, c’è di più in questo Catania ricostruito e rilanciato da Montella. E manca ancora Suazo…

Prossima tappa: Firenze. Un campo finora rivelatosi proibitivo visti i precedenti, ma non impossibile.
Con la stessa tenacia, la stessa grinta, la stessa convinzione, si può far bene. Lo sa Montella, lo sanno i giocatori, lo sanno i tifosi rossazzurri.
I tifosi: altro punto forte dei rossazzurri. Gente che a costo di rischiare la polmonite sotto la pioggia incessante, è riuscita a sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo secondo.

Domenica quasi in bianco

Su sette partite giocate, ben cinque sono finite a reti bianche.
Le eccezioni: Novara-Bologna 0-2 e Lazio-Roma 2-1.
I risultati determinano una classifica che vede ancora in testa Juventus e Udinese seguite da Cagliari e Lazio a un solo punto di distacco.
Il Catania, con 9 punti, è distante tre lunghezze dalla coppia di testa e cinque dalle ultime (tra cui è impelagata proprio l’Inter).
E’ ancora presto per pronosticare traguardi ma col ritmo giusto, la quota punti fissata dalla società etnea è ad ampia portata.

Zebre ammutolite. Solo un pari a Catania “grazie” ad Andujar

Bergessio dopo l'1-0 alla Juve (ANSA)

C’era il pubblico delle grandi occasioni, ieri pomeriggio al “Massimino”, in uno stadio dipinto di rosso e d’azzurro.
Oltre 22000 persone a riempire la roccaforte del Catania, compresi i “forestieri” (termine leggerissimo per identificare gli identificabili infiltrati siciliani che tifano per i bianconeri), quelli che, per intenderci, amano “vincere facile” e quindi tifare per le squadre più blasonate.
Nel calcio è facile pronosticare in base alle individualità dell’una e dell’altra squadra, dei soldi spesi e dei tanti titoli acquisiti col passare degli anni. Non è stato così per la Juve.
Il miglior Catania mai visto finora, spavaldo e grintoso, ha imbrigliato i bianconeri assediandoli per almeno la prima mezz’ora, annullano il gap tecnico in campo.

Montella gioca d’azzardo

Elogiato da tutti i mass media, Vincenzino Montella è riuscito a bloccare la vera e unica fonte di gioco juventina, Andrea Pirlo, mettendogli alle calcagna un sempre più generoso Delvecchio. Risultato: scialba prestazione dei bianconeri (nella prima fase) e superiorità numerica dei rossazzurri, soprattutto in avanti dove diventava molto semplice avvicinarsi a Buffon.
Poi, al 22′, ecco il rivitalizzato Gomez che serve al centro: Bergessio si beve Chiellini e beffa il portiere. Forestieri sugli spalti muti.
A proposito del Papu, è da sottolineare come fosse diventato la vera spina nel fianco della Juve: da sinistra a destra senza problemi mandando in ambasce i laterali avversari.
Granitici anche i centrali Bellusci e Spolli, sempre più in crescendo. La nota stonata è certamente l’infortunio di Alvarez ma il giovane Marchese è riuscito, con gran successo, a non farne sentire la mancanza.
La partita vera, dichiarata dai veri intenditori di calcio come “la migliore della giornata” in fatto di spettacolo e occasioni, è iniziata nella ripresa quando il tecnico Conte ha compreso che Elia era più assenza che essenza e l’ha sostituio con Pepe.
Da quel momento la Juventus ha iniziato a creare gioco, trovando al 49′ Andujar impreparato su un tiro non molto irresistibile di Krasic. Per il portiere rossazzurro, inutile dirlo, c’è bisogno di un sano periodo di riflessione, magari in panchina.
Calo previsto dei rossazzurri che hanno però ripreso a mostrare lo spumeggiante gioco e la vera grinta e ripresentandosi in zona goal per almeno quattro volte: con lo stesso Bergessio, con Ledesma, con Delvecchio, con Suazo e, allo scadere, con Catellani che ha fallito il 2-1 solo perchè sfinito da quanto aveva dato in campo.
Alla fine un punto che deve accontentare di più i bianconeri ma che fa molto bene anche a noi, considerando che anche loro hanno fallito qualche occasione con l’invisibile Vidal e Marchisio.

Pepe: “Meritavamo di vincere”

Mi chiedo con quale coraggio un giocatore considerato di classe come Pepe, possa dichiarare alla “Domenica Sportiva” che la Juve meritava di più i tre punti.
La risposta è arrivata immediata, quasi telepatica, da Ivan Zazzaroni, che considero un ottimo analizzatore nonchè conoscitore del gioco: facendo notare come Montella avesse preparato alla perfezione la squadra e sottolineando le lacune dei bianconeri (non solo quelle individuali ma anche quelle organizzative), ha zittito in un battibaleno chi, essendo molto di parte, si ostina a non ammettere un evidente momento di empasse o, in questo caso, il forsennato ritmo dell’avversario.
Ma le parole lasciano il tempo che trovano mentre i risultati si vedono sul campo.
E rinnovando i nostri complimenti a Montella e tutto il gruppo, ci aspettiamo una nuova grande prova sul campo del Novara.

Catania da record! Cuore e grinta fino all’ultimo

Gonzalo suona la Quinta sinfonia

di Roby Dee

Ho scelto di prendermi del tempo in più per pubblicare il mio “punto” dopo il match contro la Roma e per poter anche riportare più informazioni possibili sul calciomercato che incombe già.
Parlerò intanto dei meriti del Catania poichè erroneamente si attribuiscono quasi sempre i demeriti alle avversarie più consistenti, almeno sulla carta.
Dell’onestà di questo gruppo che poteva tranquillamente concedersi una “gita al Massimino” e che invece ha spento le ultime speranze dei giallorossi di entrare in zona Champions.
Si racconta che la Roma era decimata dalle assenze, ci si dimentica che il gruppo del “Cholo” lo è stato per almeno mezzo campionato.
Ma alla fine è il campo a decidere chi gioca meglio e come lo fa.
Dal possesso palla ai tiri nello specchio della porta scripta manent: tutto a vantaggio dei rossazzurri che, dopo il vantaggio iniziale di Loria e conseguente letargo della sua stessa squadra, hanno compreso che quella gara si poteva stravincere, non vincere.
Occasioni per tutti, o quasi, molti sprechi ma il goal era nell’aria e ci ha pensato lui: Gonzalo Bergessio, colui che promise cinque goal per la salvezza al suo arrivo a Catania, deliziosamente servito dal “docente in punizioni” Francesco Lodi.
I cambi di Simeone ancora una volta si sono rivelati decisivi e davanti a quella maestosa cornice rossazzurra ci ha pensato il “Papu” Gomez a far esplodere lo stadio trafiggendo Doni dopo un perfetto scambio con Bergessio al 95′.
Altri tre punti incamerati e nuovo record, forse inaspettato, ma record: 46 punti con ancora una partita da giocare.
Per il sesto anno consecutivo, il Catania di Pulvirenti si assicura la permanenza nella massima serie con la prospettiva (stavolta vera) di migliorarsi.

Quel brav’uomo di Totti

In quel lontano 18 maggio 2001 si disse di tutto dopo l’1-1 al “Massimino”. Stavolta è “passato in cavalleria” l’elegante gesto di Totti nei confronti di Bergessio nel sottopassaggio: una spallata seguita da un accenno di incornata come a dire “Non dovevi segnare, abbiamo bisogno di vincere!”.
Ma ormai siamo abituati a queste “coatterie” di quello che è considerato “Er Capitano”. Sì, proprio un capitano alla deriva.
E pensare che anche Tagliavento ci ha messo del suo fingendo di non vedere falli da rigore con relative espulsioni e concedendo verosimilmente il fallo alla Roma.
Ecco la vera soddisfazione: vincere anche contro quello che era considerato il miglior arbitro italiano.

In attesa di Inter-Catania: voci di calciomercato

La prima notizia che sta circolando nelle ultime ore è la probabile cessione di Maxi Lopez al club nerazzurro che, a detta dei guru del mercato, sarebbe in vantaggio sulla Fiorentina. Ma attenzione al Napoli che farà di tutto per strapparlo alla concorrenza.
Lo stesso attaccante argentino, in conferenza stampa, ha fatto intendere di dover lasciare la casacca rossazzurra dichiarando che “andrà via da Catania portando nel cuore l’affetto della gente”.
E’ invece quasi sicuro il ritorno di Barrientos, in forza all’Estudiantes (4 reti in 7 gare), che si svincolerà a giugno dal prestito.
In forte crescita la percentuale di Dario Marcolin, vice di Sinisa Mihajlovic, come nuovo tecnico rossazzurro al posto di Simeone che (come scritto già) potrebbe passare all’Atletico Madrid se non trovasse offerte più vantaggiose in Italia.
L’AD Lo Monaco promette un Catania più “italianizzato” restando però fermi alcuni nomi come Gomez, Ricchiuti, Llama, Martinho e, forse, Bergessio. E intanto va in Sudamerica per visionare giocatori molto importanti di cui daremo notizia molto presto.
La cosa certa è che il Catania 2011/12 avrà molto di più da offrire ai propri tifosi.

Al via la prevendita per Inter-Catania

F.C.  Internazionale comunica che, salvo diverse disposizioni delle Pubbliche Autorità, da oggi martedì 17 maggio inizieranno le vendite dei biglietti per Inter-Catania, gara valida per la 38^ giornata della serie A 2010-2011 in programma domenica 22 maggio allo stadio “Giuseppe Meazza” (ore 18) nei consueti canali ufficiali:

– agenzie Banca Popolare di Milano, Banca di Legnano, Cassa di Risparmio di Alessandria, Banca Popolare di Mantova
– online su http://www.inter.it
– rivendite circuito Ticket.it
– punti vendita Lottomatica (settore ospiti solo con tessera del tifoso).

Per disposizioni del CASMS e del Prefetto di Milano, è vietata la vendita dei biglietti e non sarà possibile cedere biglietti e abbonamenti ai residenti nella Regione Sicilia e la vendita online sarà permessa solo ai titolari della tessera “Siamo noi” .

Si ricorda che i titolari della tessera “Siamo noi” possono acquistare online caricando il biglietto direttamente sulla tessera evitando così l’attesa per il ritiro del tagliando.

Chi non è ancora titolare della tessera “siamo noi” potrà sottoscriverla gratuitamente fino al 31 maggio.
Si ricorda inoltre che per ottenere il biglietto gratuito, senza posto assegnato, riservato ai bambini di età inferiore ai sette anni è necessario che ogni bambino abbia un valido documento d’identità e sia accompagnato da uno spettatore maggiorenne.

Uffico Stampa Inter

Lo scudetto rossazzurro passa per Brescia

Così il quotidiano "La Sicilia" nell'inserto sportivo.

di Roby Dee

Una vittoria esterna che mancava da quel lontano 7 febbraio 2010 quando Maxi Lopez mise il sigillo per lo 0-1 finale che lanciò il Catania verso una rimonta a dir poco paradossale, un girone di ritorno a ritmo di piazzamento Champions League.
Quest’anno è stato tutto diverso: Maxi si è sacrificato per la squadra anche se le sue otto reti sono lì, a significare che “El Gallina” depone ugualmente e volentieri.
Un girone d’andata chiuso a 21 punti sotto l’egida Giampaoliana: troppo “non gioco” ma bisogna riconoscere che, almeno, quei 21 punti sono meglio dei nove conquistati da Atzori l’anno precedente (mi si conceda la citazione Catalaniana).
Un Catania disposto molto diversamente in campo, quello di Giampaolo, troppi elementi fuori posto, le punte (o meglio dire la punta) abbandonate a pascoli estemporanei.
Poi la svolta, figlia di una decisione convergente fra tecnico e società: l’arrivo di Simeone e un mercato di riparazione da dieci e lode. Anzi, e Lodi! Bergessio, Schelotto e, appunto, Lodi: è da qui che ripartirà probabilmente il Catania del futuro.
Il tecnico argentino ha avuto bisogno di tempo per riassestare un gruppo che si era leggermente disgregato e alla fine, prove e riprove, è riuscito ad individuare le falle dalle quali era stata imbarcata tanta acqua.
Purtroppo per i soliti menagrami (e mi dispiace citarli) non c’è stato bisogno di attendere i risultati delle altre rivali per la corsa salvezza: è semplicemente da idioti pensare che con 43 punti e otto (leggasi OTTO) squadre alle spalle, tutto sarebbe dipeso dal risultato di Genoa-Sampdoria.
Matematica sì, ma non esageriamo tralasciando la razionalità, la logica.

A caccia di un nuovo record

43 punti: si può e si deve pensare ancora in grande già a partire da domenica prossima, al “Massimino”, contro la Roma in cerca disperata di punti.
Si chiuderà in casa dell’Inter, dove il “Cholo” è amatissimo e rispettatissimo e chissà che non possa fare anche un bel colpo lì.
Sogni? Chimere? No, semplicemente tutto viene più facile quando non si è sotto pressione e si gioca a “mente libera”, purchè non si liberi fino al punto di pensare di essere alle Seychelles con “tappine e branda” (come direbbero a Trento).

Silvestre: il difensore-panzer

Sei goal all’attivo per Capitan Silvestre, il difensore più prolifico della Serie A.
Il prezzo del suo cartellino è lievitato al punto che molti club adesso se lo stanno contendendo. Dalla Lazio alla Fiorentina per passare in Bundesliga o in Premier League. Si vedrà.
Goal quasi tutti pesantissimi per Matias: il primo al Cesena, poi alla Lazio, il momentaneo pareggio (poi risultato vano) in casa della Roma, quello al Lecce, quindi al Cagliari e infine al Brescia.
Momentaneamente al secondo posto nella classifica dei marcatori rossazzurri dietro a Maxi Lopez (otto goal).
Basti pensare che al Fantacalcio, il suo prezzo sta per superare quello di Maicon et similaria (l’aggiornamento avverrà domani per via del posticipo).

A proposito di “cucche”…

Sono assolutamente contrario alla terminologia usata dal tifoso medio che, sovente e volentieri, ama usare le solite, squallide e zotiche espressioni per inveire contro chi, magari in modo pacato, fa osservare certe pecche all’interno di una società. E parlo di tifosi di qualsiasi squadra di qualsiasi parte dell’Italia.
Il mio parere è che ognuno ha il diritto di fare osservare ciò che vuole, l’importante è non cadere davvero nel ridicolo con affermazioni davvero da “cucche” (iettatori per chi non comprende).
Tutti noi che scriviamo di calcio, tutti noi che andiamo e soffriamo allo stadio, tutti noi che davvero amiamo la nostra squadra, a prescindere dai colori, abbiamo il sacrosanto diritto di incazzarci e blaterare quanto vogliamo. Anche questo è amore.
Quindi è molto salutare ricordarsi di gioire per ciò che si ama e fare tesoro del citatissimo (e giustissimo) “vivi e lascia vivere”.
Noi, il nostro scudetto l’abbiamo vinto.
Forza Catania, per sempre, col cuore!