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Il “punto” su Giampaolo

Marco Giampaolo (foto Dino Panato/Getty Images)

Quelli che… “vattene Giampaolo!”

Nel calcio, come nella vita, è tutta una questione di simpatie e antipatie. Spesso si disdegnano persone dai valori nascosti e si apprezzano le appariscenze che sovente traggono in inganno chi di apparenze vive.
Poi si scopre di aver sbagliato opinione e magari si ammette l’errore. La cosa peggiore è negare i propri errori davanti all’evidenza, ai fatti, ai numeri.
E dato che il calcio è fatto di numeri come in tutte le aziende che (a dirla alla Carcarlo Pravettoni, noto personaggio interpretato dal comico Paolo Hendel) hanno un unico scopo, ossia raggiungere il target, non importa come o quando o dove, l’importante è raggiungerlo.
Ecco, Mister Jean Paul deve avere assimilato minuziosamente ogni strategia aziendale così da riuscire a tappare la bocca perfino a chi scetticamente continua a criticarlo.
Diciotto punti, leggasi diciotto, non otto, non nove, non dieci, ma diciotto in attesa dei prossimi cinque turni che chiuderanno il girone d’andata dove, sotto il Catania, sono piazzate altre nove società, alcune delle quali avevano programmato altri tipi di target.
E sopra il Catania, a una manciata di punti, le più ambiziose. Quindi viene da chiedersi se questo modo di arroccarsi, il fatto di aver mandato in gol ben nove giocatori diversi (fra cui tre difensori), i colpacci su palla inattiva e quel tocco speculare nel modello di gioco non facciano parte di una strategia voluta.
Bene, da questo blog-giornale si è sempre detto che il calcio spumeggiante è molto più accettato che un calcio asfittico e incolore ma poi tornano in mente certe situazioni in cui si dice spesso “non importa come, ma questi punti dobbiamo prenderli anche mandando in gol il raccattapalle”. Situazioni drastiche, basti ricordare quelle salvezze alla penultima o ultima giornata.
D’accordo, adesso la società è cresciuta, i giocatori hanno più classe e più tecnica, ma da qui a voler fare il famoso balzo magico ce ne vuole di fantasia.
E se a fine girone d’andata ci trovassimo con qualcosa come 24-26 punti? Beh, credo che il tipo di gioco cambierebbe in tutti i sensi perchè, se non si è capito, Giampaolo sta riuscendo a costruire un solido gruppo, mattone dopo mattone. Le fondamenta stanno nella difesa, zona che dev’essere quasi invulnerabile per evitare il crollo totale. Il resto avverrà automaticamente (stavolta cito il grande Sandro Vergato col suo “Pippo Colera”).

Un altro “punto” pesante

Alla vigilia di Lazio-Catania molti avrebbero firmato per un pari così com’era accaduto a Milano, sponda rossonera. Ed era accaduto anche in casa della Sampdoria, pur se non si trovava nella sua forma migliore.
Ma forse questo Catania si trova nella massima espressione della sua potenza? Non credo, ci sono ancora dei tasselli da ricomporre e quando questo accadrà, altro che pareggi sperati! Le componenti per far meglio e di più ci sono tutte. Devono solo essere messe a punto.
Basti vedere come, pian pianino, si sta ristabilizzando il gruppo. A partire dall’infermeria ormai quasi competamente svuotata, al “bentornato” dei vari Llama, Pesce, Capuano, Sciacca, prossimamente in grande stile anche Barrientos. Ecco, basta solo attendere. E nell’attesa arraffare punti, tanti punti fino a farne indigestione.
Nella gara dell’Olimpico, con un pizzico di attenzione in più, si poteva fare bottino pieno all’ultimo secondo di recupero ma non sarebbe stato molto meritato (in termini sportivi). Questo lasci pensare ancora un po’ chi desidera il calcio-champagne.
Benissimo tutto il reparto difensivo, buon ritorno di Ledesma in mediana, lavoro prolifico di Gomez e forti sprazzi di vitalità firmati Martinho.
Un po’ meno Mascara, apparso stanco così come è stata opaca la prova di Izco. Poco da aggiustare ma fattibile.
Intanto Silvestre raggiunge il compagno di reparto Terlizzi a due gol (in condominio con Maxi Lopez), Llama si conferma assist-man dopo Catania-Bari, Andujar garantisce la sicurezza ai compagni davanti a lui esibendosi in performances deliziose.
Insomma, il punto ci sta tutto. Con o senza spettacolo.

Oh mamma, arriva la Juve!

Sinceramente, sabato scorso, dopo aver letto le dichiarazioni di Delneri riguardo le ambizioni di scudetto della Juventus, mi son detto: “Che gran bella cosa l’ottimismo!”.
Non nascondo che sabato sera mi è scappata qualche sana risata in compagnia di amici che disperavano per il mancato successo contro la Fiorentina del nostro ex Loco-Vargas.
La cosa certa è che domenica prossima, nel posticipo, il “Massimino” sarà pieno in ogni ordine di posti, gran parte occupati da tifosi siculo-juventini mimetizzati con in tasca la felicità comprata a 40 euro (in curva). Ammesso che la felicità sia limitata al solo assistere al match.
Comunque vada (e stavolta cito Chiambretti) sarà… un Catania diverso!

Roberto D.

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Silvestre e Maxi Lopez “sverginano” il Cesena

Ledesma ritrovato: è sempre il nostro numero 8!

Solo 5 minuti di Cesena.

L’assetto dato da Mister Giampaolo alla squadra inizia a stupire sempre più: bloccato il centrocampo cesenate, superiorità numerica data da un “Papu” Gomez al di sopra di ogni attesa, un ritrovato Ledesma che coordina il gioco, una difesa quasi granitica. E altro ancora.
Quanto basta per dare agli avversari soltanto cinque minuti cinque di possibilità, all’inizio della ripresa. Una sorta di companatico interposto tra le due fettone di pane targate superbamente Catania.
Tre punti si cercavano, tre punti sono arrivati. In maniera determinata e razionale. Volutissimamente vittoria.

Tutti promossi!

Si potrebbe parlare fino alla nausea della bravura dei ragazzi, di questo e di quell’altro. Ottimo tutto il gruppo.
Ma è lecito soffermarsi sul grandissimo lavoro svolto da Maxi Lopez e Mascara, punti cardine della compagine rossazzurra, coi loro sacrifici e le loro scorribande in lungo e in largo per il campo (non solo quello del “Massimino” di ieri sera).
L’estro e la fantasia di Alejandro Gomez, schierato al posto di Ricchiuti per un turn over che Giampaolo ha completato inserendo anche Ledesma al posto di Izco. E anche Pablito ha stupito tutti senza dare punti di riferimento agli avversari, ubriachi di bel gioco e di meraviglia dopo aver compreso che il pianeta Terra esiste ancora e che l’imbattibilità di Antonioli non poteva durare in eterno.
La sveglia è stata data da Silvestre, su punizione di Mascarinho, poi il raddoppio di Maxi che ha voluto esultare, gestualmente, scrollandosi di dosso ogni ansia e ogni sorta di negatività (qualora ce ne fosse mai stata).
Ottimo arbitraggio di De Marco che non è lo stesso di qualche anno fa, a conferma della sua promozione ad “internazionale”.

7 punti e obiettivo Bologna.

Al quarto posto, nel gruppetto formato da tre squadre con 7 punti, il Catania svetta per differenza reti (+2).
Domenica si torna a giocare al “Massimino”: ghiotta occasione per poter acculumare altri preziosi punti da mettere in deposito per il primo obiettivo della società.
Con o senza “tifosi” (poco più di 11.000 ieri sera), si tenterà l’assedio al Bologna, altra squadra ostica a cui non si possono concedere errori e/o distrazioni.
Gli sportivi perbene, come quelli presenti contro il Cesena, ci saranno tutti.

Huntelaar si risveglia e inguaia il Catania

E’ costato al Milan 15 milioni di euro, non segnava dai tempi del Real Madrid.
Klaas-Jan Huntelaar era, fino a ieri, considerato l’ennesimo bidone acquistato dalla società rossonera.
Dopo le prime (e uniche) sette presenze in Serie A era stato messo nella cassetta dei ferri vecchi, pronto a essere svenduto al miglior offerente.
Poi succede l’imprevedibile: a Catania, con Leonardo, che non sa più a quali santi rivolgersi, che decide di buttarlo nella mischia all’83’ di una partita noiosa e ormai clinicamente votata allo 0-0.
In pieno recupero, il “Cacciatore”, riesce a infilare la porta di Andujar (colpevolissimo per essersi lasciato sfilare una palla quasi innocua) e, subito dopo, un goal-spettacolo che gli vale la prima doppietta in campionato.
Questa è in sintesi la storia di Catania-Milan.
Molti rammarichi per i rossazzurri, ma anche molti mea culpa se si pensa che il Milan di oggi pareva ormai accontentarsi del punticino che gli etnei imponevano imbavagliando le fonti di gioco meneghine.
Dal canto suo, Gianluca Atzori ha letteralmente sbagliato i tre cambi inserendo Izco, Ricchiuti e Potenza dimenticandosi di un Ledesma che rimane da qualche tempo a guardare dalla panca e un Plasmati che avrebbe potuto creare problemi nel gioco aereo alla difesa rossonera.
Si è giocato per il pari: è arrivata la sconfitta. Più che logico.
Ma non mi sento di dire “cacciate via questo o quell’altro”: gli errori sono stati fatti in fase di calciomercato (quante volte abbiamo scritto che serviva un vero attaccante?) e in alcune valutazioni errate della dirigenza.
Adesso siamo mestamente penultimi, con i soliti nove punti, ad attendere che qualche miracolo possa smuovere l’intero ambiente.
Cos’altro possiamo fare noi poveri e comuni mortali? Il pubblico ha risposto bene nonostante le diatribe delle ultime settimane quindi, per esclusione, la colpa non è dei tifosi su cui l’AD voleva “stendere un velo pietoso”.
Facciamo che giochiamo al “Piccolo ottimista”: nell’attesa di un fantasmagorico girone di ritorno, affittiamo un pullman e divertiamoci spensieratamente. A Lourdes.

Roberto Marino

Zero più zero uguale uno

Ci vorrebbe un Paolucci...

Ci vorrebbe un Paolucci...

Pareggio a reti bianche e un punto per non far male a nessuno. Catania più cerebrale ma incapace di dettare legge.
Sembra una storia infinita da quando è iniziata la stagione 2009/10: bisogna decifrare, dopo un’attentissima e ponderatissima analisi, la prestazione dei rossazzurri. Poi, si sa, ognuno ha la propria chiave di lettura.
E così si creano le varie fazioni: chi rimane a dare fiducia al tecnico e alla società, chi vorrebbe la testa di Atzori, chi difende tutti a spada tratta, chi gufa pur essendo catanista. A voi la scelta.
Io mi sento di dire, con le parole più semplici, che a piccoli passi stiamo andando avanti. D’accordo, contro quell’ Atalanta sarebbe stato facile mettere in saccoccia i tre punti ma, visto l’andazzo dei “film” precedenti, accontentiamoci.
Colpevolizzare qualcuno? No, non credo sia il caso di prendersela col nostro “Takamoto” solo perchè non è abbastanza cattivo da buttar dentro due palloni facili. Un rigore non concesso? L’arbitraggio è stato scandaloso a prescindere e comunque ha penalizzato entrambe le squadre. Dunque parità, in tutti i sensi.
Atzori sta solo pagando (insieme a tutti noi) delle sviste tecniche dovute alla scarsa esperienza nel massimo campionato. Punto (non tocca a me cacciarlo o confermarlo).
Ma qualcosa mi dice che molto presto questa aria malsana cambierà. Mi riferisco al nauseabondo odore emanato dalla bassa classifica.
D’altronde, a voler essere obiettivi, questo è un campionato più strano che lo scorso anno: 12 squadre racchiuse in un “raggio” di 5 miseri punti.
E fra queste c’è il Milan, la Lazio, la Roma, il Palermo (candidato allo scudetto, secondo Zenga), il Napoli, il Cagliari che lo scorso anno sfiorò l’ipotesi Europa League.
Sono tutte squadre i cui allenatori dovrebbero essere esonerati? Rispondo a me stesso: non tutte.
Se poi vogliamo essere pignoli e minuziosi, ricordiamoci che abbiamo iniziato il campionato con una gara in casa contro la Sampdoria (ben diversa da quella dello scorso anno) e due in trasferta contro Parma e Udinese (da notare il mercato del Parma e la posizione in classifica nonchè le “scoppole” date a Lazio e Palermo).
E ancora, se non ricordo male, la scorsa stagione inanellammo tre punti nelle ultime sei giornate. Magari stiamo facendo un po’ di “beneficenza al contrario” e nessuno se n’è accorto.
Dunque, cosa manca? Il nostro mercato è stato fallimentare? Non credo proprio, considerando che a breve riavremo Ledesma a ricreare il gioco, poi anche Barrientos.
Già, quel Barrientos di cui ci viene ancora nascosta la verità, se e quando recupererà. Ma noi sappiamo aspettare. Almeno per altre 2-3 partite, giusto?
E intanto pensiamo, giustamente, se a gennaio verrà eseguita almeno quell’importante operazione di mercato che ci porterà un attaccante purosangue in rossazzurro. Magari in stile “Paolucci”.
Con due punti in classifica in cinque giornate non bisogna poi essere così pessimisti. Domenica arriverà la Roma e allora vedremo davvero il cuore e la forza di questo gruppo.

Catania-Sampdoria: streaming live e radiocronaca

Mascara/Morimoto: avanti per pungere

Mascara/Morimoto: avanti per pungere

Trentasette punti in classifica e sette giornate da giocare. Il Catania torna davanti al pubblico del “Massimino” per interropmere la breve serie negativa dovuta alle due trasferte di Cagliari e Torino dove, onestamente, si poteva e si doveva fare molto di più giocando ad occhi chiusi.

“Non ho ancora scelto come giocherò. Ho tante opzioni. Sceglierò tra ventiquattro ore. Potrei stringere Potenza in difesa, sistemare Llama più basso a sinistra, usare l’intelligenza tattica di Tedesco o recuperate Carboni per inserirlo volendo anche in difesa”.

E’ quanto ha dichiarato Walter Zenga nella conferenza stampa di ieri, in riferimento alle pesanti assenze di Stovini, Carboni, Capuano e il giovanissimo D’Amico. Zenga ha poi proseguito:

“A noi brucia ancora il 3-0 maturato con alcune decisioni arbitrali assolutamente fuori da ogni logica. Rispetto a quella gara loro hanno in più Pazzini, un giocatore che a me è sempre piaciuto molto e che gioca con di fianco Cassano, che è Mister Calcio. Il complesso che ruota intorno a loro due è molto buono, una squadra che ha delle ottime alternative sulle corsie laterali. E’ un bel confronto perchè la Sampdoria ha tre punti più di noi. Se i loro obiettivi sono raggiungere la finale di Coppa Italia e il settimo posto in campionato, noi abbiamo l’obiettivo di raggiungerli, superarli e arrivare più in alto possibile, quindi ci sarà una bella partita da vedere. Vogliamo dimostrare che il Catania è vivo, ha fatto un buonissimo campionato e vuole chiudere ancora meglio”.

Va decisamente meglio per Mazzarri che può confermare la formazione al completo. Le dichiarazioni di Luca Castellazzi, portiere dei blucerchiati:

“La formazione siciliana gioca bene, ha perso le ultime due trasferte ma in casa è pericolosa. Dovremo stare attenti ai loro calci piazzati, che già all’andata ci crearono qualche problema e ovviamente anche a Mascara che sta vivendo una stagione d’oro. Mi ricorda il Quagliarella della Samp di tre anni fa, che riusciva a segnare gol pazzeschi”.

Probabili formazioni:

CATANIA (5-3-2): Bizzarri; Izco, Potenza, Silvestre, Silvestri, Tedesco; Baiocco, Ledesma, Biagianti; Mascara, Morimoto. All. Zenga
A disposizione: Kosicki, Maccarone, Llama, Sciacca, Martinez, Paolucci, Spinesi
Squalificati: Stovini
Indisponibili: Carboni, Capuano, D’Amico

SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi; Campagnaro, Lucchini, Accardi; Padalino, Sammarco, Palombo, Franceschini, Pieri; Cassano, Pazzini. All. Mazzarri
A disposizione: Mirante, Gastaldello, Da Costa, Ziegler, Dessena, Delvecchio, Marilungo
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Krsticic, Stankevicius, Bellucci, Raggi

Arbitro: Velotto di Grosseto
Assistenti: Anfrisani-Segna; 4° uomo: Tozzi

Catania-Sampdoria streaming live
(selezionare canale disponibile)

Radiocronaca Radio Cuore

Risultati e classifica serie A 16ª giornata. Video Fiorentina-Catania

Turno a dir poco rocambolesco ad iniziare da Bologna dove, nell’anticipo, il Torino sembrava poter fare bottino pieno passando per due volte in vantaggio ma riacciuffato poi da un Di Vaio trasformatosi in flipper che con una tripletta contribuiva a rimpinzare la tombola di reti felsinee.
Brillantissimo il Napoli che fa un sol boccone del Lecce chiudendo per 3-0 la pratica.
Altrettanto fa la Fiorentina, complice un Catania che cala vistosamente nella ripresa e, come da tradizione (riportata nel ns articolo delle statistiche), fa la partita nel secondo tempo.
Chievo e Cagliari fanno venire i brividi a Inter e Roma. I clivensi riescono a rimontare due reti di svantaggio ma i nerazzurri chiudono e vincono nella parte finale. I sardi vanno addirittura in vantaggio e costringono la Roma ad un’impresa da infarto imponendosi per 3-2.
Il Palermo si sbarazza del Siena con due reti e si allontana dalla zona pericolo. La Samp espugna Reggio Calabria con lo stesso risultato.
Genoa e Atalanta si dividono la posta in palio rimanendo entrambe nella zona alta della classifica.
Entusiasmante Udinese-Lazio, altro match che poteva sembrare definitivamente chiuso sul 3-0 ma che i biancocelesti hanno recuperato per arrivare al definitivo 3-3.
A chiudere, altra giostra di reti nel posticipo tra Juve e Milan. Ma questo lo sapete bene perchè le emittenti televisive ci stanno tartassando i maroni da oltre un’ora pur di fare share.

Sulla partita del Catania non c’è molto da dire. La sconfitta stavolta ci sta nonostante un attentissimo primo tempo dei rossazzurri. Mutu e Gilardino hanno fatto la differenza, come si prevedeva. Assente Mascara, il suo posto è stato preso da Martinez che ha deluso così come Sabato (un paio di errori grossolani).
Spazio anche per Dica che gioca gli ultimi minuti del match nel vano (e ritardato) tentativo di Zenga di rafforzare il reparto avanzato, dopo aver messo dentro anche Paolucci.
Ottime le prove di Bizzarri, Ledesma , Carboni , Terlizzi, Stovini, Tedesco e Plasmati (sua l’unica vera occasione da goal per il Catania).
Da rivedere solo la mentalità della squadra in trasferta. Per il resto tutto rimane invariato: sempre a +10 dalle terzultime.
Ma questo Catania può fare davvero molto di più. E gli avversari lo sanno bene.

Risultati 16ª giornata

Bologna-Torino 5-2
Fiorentina-Catania 2-0
Genoa-Atalanta 1-1
Inter-Chievo 4-2
Juventus-Milan 4-2
Napoli-Lecce 3-0
Palermo-Siena 2-0
Reggina-Sampdoria 0-2
Roma-Cagliari 3-2
Udinese-Lazio 3-3

Prossimo turno

Atalanta-Juventus
Cagliari-Reggina
Catania-Roma
Chievo-Genoa
Lazio-Palermo
Lecce-Bologna
Milan-Udinese
Sampdoria-Fiorentina
Siena-Inter
Torino-Napoli

16class

Zenga fa le prove. Siena-Catania diretta streaming

Walter Zenga avrà già la formazione titolare in testa, dopo aver convocato i 23 giocatori per la partita di domani contro il Siena.
Si scatena così la fantasia dei tifosi, degli sportivi e dei giornalisti che sfocerà in un ennesimo “TotoZenga”. Il tecnico milanese ha la buona abitudine di comunicare la formazione ufficiale sempre all’ ultimo istante. Una mossa che è sempre risultata azzeccata soprattutto per motivare ancora di più i suoi ragazzi che, comunque, sono avvisati quasi sempre la mattina, a poche ore dall’ incontro.

Le conferme:

Bizzarri, tra i portieri più quotati della serie A, si prepara a rinnovare la sua fama di “salva-risultati”.
Il pacchetto difensivo, finora il migliore del campionato, potrebbe essere quello ormai collaudatissimo con l’eventuale impiego di Alvarez che attende il suo turno da diverse giornate.
A centrocampo dovrebbero essere sicuri titolari Biagianti e Tedesco.
L’attacco è al completo (fatta eccezione per Spinesi che rientrerà prestissimo dal grave infortunio). Verranno sicuramente impiegati Martinez, Mascara e Paolucci. Ma ricordiamo che nelle trasferte è quasi sempre stato protagonista Plasmati.

Le attese:

Oltre a Carboni e Ledesma, rientrati in ottima forma, Zenga può contare sui guizzi di Llama sulla fascia sinistra, delle percussioni di Izco e sulla voglia di riscatto di Morimoto che, nel derby, non è stato il “Maremoto” visto in altre occasioni nonostante sia stato pericolosissimo in due chiare occasioni da goal.

Le promesse:

Citiamo nuovamente Llama che finora ha svolto ottime prestazioni (suo il cross per la testa di Martinez che ha trafitto Amelia).
Gennaro Sardo, che è stato duramente criticato nelle prime prestazioni, adesso rientra tra le nuove scoperte nonostante sia tra i veterani rossazzurri. Se Zenga gli ha dato fiducia un motivo ci sarà e l’hui l’ha ripagato generosamente domenica scorsa.
Nicolae Dica non si è ancora espresso ai livelli che gli competono ma ci sono delle buone ragioni (già menzionate da Zenga) che lo hanno tenuto in ombra. Per lui è tempo di rifarsi.
Mirko Antenucci, classe ’84, ha già dato il suo contributo nelle gare di Coppa Italia suscitando l’ammirazione degli addetti ai lavori. Un suo ulteriore impiego in campionato potrebbe farlo uscire da un anonimato che non gli si addice (stranamente, il calciatore molisano, non è inserito nella rosa del Catania su Wikipedia).

I convocati per Siena.

Portieri:
Bizzarri,Kosicky.

Difensori:
Alvarez, Sabato, Sardo, Silvestre, Silvestri, Stovini, Terlizzi.

Centrocampisti:
Baiocco, Biagianti, Carboni, Dica, Izco, Ledesma, Llama, Tedesco.

Attaccanti:
Antenucci, Martinez, Mascara, Morimoto, Paolucci, Plasmati.

Diretta streaming Siena-Catania

Sono tantissimi i canali che trasmetteranno il match tra Siena e Catania.
A differenza di quanto accadde nella trasferta contro la Reggina, che fu letteralmente snobbata, a partire dalle ore 13 di domani saranno almeno una ventina i siti che offriranno la partita in streaming.
Questo anche perchè il secondo posto degli etnei conviene a chi ne deve parlare e sa che nel calcio moderno sono i numeri che fanno la differenza.
Se non avessimo vinto il derby contro il Palermo, probabilmente ci sarebbe un esiguo numero di canali ad occuparsi di questo importante scontro fra due squadre che stanno esprimendo senza dubbio un buon calcio.
Non vuol essere un’osservazione intrisa di vittimismo ma soltanto pura realtà così come è capitato con altre squadre come Lecce, Cagliari, Chievo, lo stesso Siena ed altre che hanno come obiettivo la salvezza.
Insomma, per riprendere una famosa canzone del compianto Battisti, “tu chiamale,se vuoi, discriminazioni”.

Siena-Catania LIVE!

Scegliere il canale in base alla qualità, lingua, software desiderati e/o disponibili.
Tutti i canali appariranno a partire dalle ore 13 di sabato 25 ottobre.
Buon divertimento!